Se Rocchi è il miglior fischietto italiano allora qualcosa non va…

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Una direzione di gara a tratti insufficiente. Una distribuzione dei cartellini che lascia discutere, così come l’entità dei minuti di recupero nella seconda frazione di gioco. Quella di Rocchi a San Siro è davvero una prestazione con tante ombre e pochissime luci. Nonostante i riflettori della ribalta siano sempre puntati sul fischietto fiorentino. Concede al virulento Calabria qualche eccesso di troppo ai danni dell’immarcabile Callejon, ammonisce Strinic per una presunta manata ma grazia un rossonero che prova a far lo stesso con il croato pochi minuti più tardi. Prolunga oltremodo la ripresa con 5 minuti di recupero “ingiustificati”. Scontro Paletta-Mertens: dal terzo anello (se esistesse ancora) era chiarissimo che si trattasse di calcio di rigore e giallo per l’ex Parma. Solo Rocchi sorvola…

 

PRECEDENTI – Per usare un eufemismo, diciamo che Rocchi non è in giornata di grazie quando pesca il Napoli sul suo tragitto. Alla prima di campionato in quel di Pescara, nelle vesti di giudice di porta, annulla la decisione del direttore di gara che aveva fischiato un rigore per gli azzurri, in rimonta dopo il micidiale 2-0 abruzzese. Dando il via ad una serie di polemiche. Da qui alla fine del torneo gli azzurri giocheranno altre sfide decisive (3 fuori casa contro Inter, Roma e Lazio) e 1 in casa (quella più attesa contro la Juventus). E c’è da scommettere che, in almeno due circostanze, il fischietto spetterà a lui.